La fatigue è uno dei sintomi più frequenti e più invalidanti del Long COVID. Può compromettere le capacità fisiche e cognitive, il benessere emotivo e la qualità della vita. Allo stesso tempo è difficile da valutare e la sua intensità può variare notevolmente nel corso della giornata. Finora la sua valutazione si è basata principalmente su questionari. Per questo motivo il progetto di ricerca FIDO dell’Università di Zurigo intende verificare se le tecnologie digitali possano fornire informazioni oggettive aggiuntive. Grazie a sensori indossabili appositamente sviluppati e a un’app per smartphone vengono raccolti dati sull’attività fisica, la frequenza cardiaca, la variabilità della frequenza cardiaca, il sonno, nonché informazioni sullo stress, sui sintomi, sull’alimentazione e su altri fattori legati allo stile di vita.
Sensori indossabili e un’app per smartphone
Lo studio è rivolto ad adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni con una diagnosi di Long COVID confermata da un medico, oltre che a volontari sani che fungeranno da gruppo di confronto. Per il gruppo Long COVID sono previsti ulteriori criteri di inclusione ed esclusione, che saranno verificati dal team di ricerca.
Per partecipare è necessario disporre di uno smartphone con almeno iOS 16 oppure Android 10 e conoscere fluentemente il tedesco o l’inglese.
La partecipazione dura otto settimane e comprende due visite presso la Klinik Lengg di Zurigo. Durante il primo appuntamento vengono effettuati questionari, test neuropsicologici, misurazioni del sistema nervoso autonomo e brevi attività tramite smartphone. Successivamente i partecipanti indossano un sensore sulla parte superiore del braccio e un Apple Watch al polso, possibilmente 24 ore su 24. Entrambi i dispositivi sono forniti dallo studio e devono essere restituiti al termine della partecipazione.
Otto settimane di raccolta dati
Durante le otto settimane dello studio, i partecipanti registrano il proprio livello di fatigue quattro volte al giorno tramite l’app FIDO e rispondono ogni mattina e ogni sera a brevi domande sul sonno. Ogni due giorni eseguono un test di finger tapping e un breve esercizio cognitivo. Possono inoltre annotare i pasti, le attività svolte e gli eventuali sintomi.
Dopo quattro e otto settimane viene inviato un campione di feci per studiare possibili correlazioni tra il microbioma intestinale e la fatigue. Durante la seconda visita in clinica vengono ripetute le misurazioni e raccolte le esperienze dei partecipanti sull’utilizzo dell’app.
Non sono previsti benefici diretti per la salute dei partecipanti. Lo studio mira tuttavia a comprendere meglio la fatigue e a valutare metodi digitali per misurarla in modo più oggettivo.
Le persone interessate possono contattare il team di ricerca scrivendo a fido@dsi.uzh.ch oppure telefonando al +41 77 414 11 74.